"L'Angolo del Fotografo" di Paolo Fani

Scritto da Occhio dell'Arte il 17 Gennaio 2012 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

Mi capita spesso di ricevere richieste di consigli da parte di giovani fotografi, relativi all'acquisto di un' ottica da affiancare a quella fornita insieme al corpo macchina al momento dell'acquisto, che nella maggior parte dei casi non è molto performante, sia a livello di luminosità, sia a livello di distorsioni. La cosa che mi stupisce è che tutti, ma dico tutti, hanno come unica opzione l’acquisto di uno zoom, magari quello iperluminoso dal costo notevolissimo ma che sia zoom. Comprendo questo modo di ragionare. Essendo l'ottica fornita con la reflex uno zoom che copre le focali dal grandangolo al medio tele uno pensa: “Mi compro uno zoom che copra le focali dal medio tele al tele (80 -200 per capirsi), così ho tutte le focali e sono a posto”. Sono arciconvinto che nella borsa del fotografo gli zoom siano una grandissima risorsa, ma credo che prima di effettuare un acquisto sarebbe meglio domandarsi qual è il genere fotografico al quale vogliamo dedicarci e magari prendere in considerazione l’acquisto di un’ottica fissa.

E' indubbio che le case costruttrici abbiano migliorato tantissimo le prestazioni degli zoom, ma per quanti miglioramenti vengano apportati, lo zoom rimane sempre un compromesso.

E come sempre succede nei compromessi,  se si migliora una cosa se ne peggiora un'altra.

Molti fotografi si fanno abbagliare dai test MTF, dandogli valore assoluto. Io non dico che i test MTF non siano attendibili, anzi, sono la tecnologia più avanzata per la valutazione delle ottiche in laboratorio. Un test MTF viene eseguito riprendo una mira ottica, cioè un foglio di carta con su stampati una serie di pattern di grandezza scalare, comunque un soggetto a due dimensioni. Inoltre i test sono fatti con un tipo di illuminazione controllata (luce bianca). Il problema è che le fotografie non si fanno in laboratorio… Il mondo che fotografiamo è un mondo in tre  dimensioni e  quasi mai utilizziamo come fonte di luce una luce bianchissima, anzi spesso cerchiamo proprio di sfruttare le dominanti di luce per ottenere effetti particolari. Cosa ci dicono i test MTF della plasticità  di un obiettivo e della sua resa cromatica? Gli obiettivi vanno provati sul campo e per fortuna oggi il web ci mette a disposizione forum dove trovare informazioni e fotografie da chi quegli obiettivi già li usa.

Una valida alternativa all'acquisto di un'ottica zoom è appunto quella degli obiettivi a focale fissa. Sono lenti diverse, per costruzione e per qualità, ma soprattutto per filosofia di utilizzo. Chi li prova non torna più indietro. Un motivo ci sarà... vediamo di capirlo insieme.

Innanzitutto l'aspetto tecnico.

•Le ottiche fisse sono più leggere degli zoom. Ciò significa meno probabilità di avere foto mosse anche in seguito all'utilizzo di tempi lenti e meno affaticamento durante lunghe sessioni di ripresa.

•Hanno schemi ottici semplici, utilizzati da decenni e quindi ottimizzati a dovere, che non prevedono l'utilizzo di innumerevoli lenti e per questo sono anche decisamente più compatti e maneggevoli.

•La loro rapidità di messa a fuoco è infinitamente più alta.

•La loro nitidezza superiore.

•La loro luminosità più elevata.

•In generale la distanza minima di messa a fuoco è notevolmente più corta e ciò permette un uso creativo molto più ampio.

Ma è nella filosofia di ripresa la vera forza che fa delle ottiche fisse la migliore delle scuole di fotografia possibili. L'ottica fissa ti costringe a muoverti per ottenere l'inquadratura ideale e quindi a scattare capendo le caratteristiche prospettiche di quel tipo di obiettivo. Può sembrare una cosa da niente e invece è importantissimo in fotografia conoscere le caratteristiche della focale che stiamo usando. Ritrarre un soggetto col 35 mm non è la stessa cosa che farlo col 50 mm. Cambia la resa prospettica e se ho deciso una certa tipologia di ripresa non mi deve bastare aggiustare l'inquadratura con lo zoom. Lo zoom è comodissimo ma ti impigrisce notevolmente, anche mentalmente, e questa è la cosa peggiore per un fotografo; non hai mai la percezione della lunghezza focale che stai utilizzando.

Anche nel panorama delle ottiche fisse si trovano delle nicchie dove i costi sono elevatissimi. Ad esempio. Canon produce un 85 mm f1,2 e un 85 mm f1,8 La differenza di prezzo fra i due obiettivi è una cifra a tre zeri. Come comportarsi di fronte a tale squilibrio? Istintivamente vi direi: “Prendete quello che costa meno”. Adesso cercherò anche di spiegarvi il perché. Il costo di un' ottica dipende da varie cose. Una luminosità elevata presuppone l'utilizzo di lenti di più grande diametro. Lo scarto di lavorazione è quindi anch’esso molto alto. Per farci un'idea, la differenza fra il diametro della lente frontale degli obiettivi di cui prima è di circa 2,5 cm. Capirete bene come produrre un vetro più grande abbia delle tolleranze di lavorazione più strette. Ma basta questo a giustificare una differenza di prezzo così elevata? Certo che no. Siamo di fronte a due ottiche diverse anche nella costruzione : l’ottica di apertura f 1,2 è ottimizzata per lavorare meglio alle aperture massime che, come è risaputo, sono il tallone d’Achille di qualsiasi obiettivo. Ma le differenze  chiudendo di 2 - 3 stop si riducono notevolmente e quindi, se non si hanno particolari necessità di ripresa, non ha senso alcuno svenarsi. Sto parlando naturalmente del caso di un fotografo dilettante.

 

In conclusione,  il mio consiglio è quello di cercare di capire qual è il genere fotografico che più ci piace fare e di conseguenza prendere in considerazione l’acquisto dell’ottica. E se anche all’inizio si protende per l’acquisto di uno zoom, perché in ogni caso ci permette un ampio ventaglio di focali,  consideriamo successivamente l’acquisto di ottiche fisse, le quali ci permetteranno una qualità dì immagine non ottenibile con gli zoom. Fidatevi, non ve ne pentirete.

 

Paolo Fani, Fotografo

www.paolofani.it