Intervista a MARIA GRAZIA DE ANGELIS

Scritto da Occhio dell'Arte il 07 Marzo 2015 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

Ho avuto il piacere di intervistare recentemente una cara amica e una grande donna: Maria Grazia De Angelis.

Ecco la lunga chiacchierata che abbiamo fatto.

Buona lettura!

Lisa Bernardini

(Presidente Occhio dell'Arte)

 

DOMANDA:  Maria Grazia De Angelis: sei una grande manager italiana con esperienze variegate in più campi. Quali le tappe salienti della tua carriera che ritieni ti abbiano più ampiamente formata?

Ogni mia scelta di cambiamento è stata dettata, non tanto da motivazioni economiche,ma dal desiderio di ampliare le mie competenze o di uscire da situazioni che mi creavano disagio personale e/o professionale. Inoltre, quando c’è stato da scegliere tra consolidamento delle posizioni acquisite e opportunità di misurarmi in contesti diversi, che mi davano l’opportunità di apprendere, ho sempre preferito abbandonare la cosiddetta “area di confort” e  rischiare in prima persona.  Dopo la laurea, pochi mesi di insegnamento mi sono bastati per capire il bisogno  di un contesto ricco di stimoli: entrai nell’area Risorse Umane dell’allora Banco di Roma, nell’ambito di un gruppo di lavoro dedicato alla valutazione, pianificazione e sviluppo delle risorse umane. Gli otto anni trascorsi dedicandomi alla valorizzazione del capitale umane di un’azienda, hanno rappresentato un grosso bagaglio formativo che mi ha accompagnato durante i miei incarichi in altre aziende ed in altri settori aziendali. Nel mondo bancario di allora le quote rosa erano un miraggio, come la mia promozione a funzionario che non arrivava mai. Decisi di cambiare completamente contesto ed entrai in KPMG dove divenni manager e dirigente. Esperienza splendida, altamente formativa, fortemente appagante professionalmente, ma che mi portava frequentemente lontano dalla famiglia. Rientro quindi in banca, in BNL, per coordinare un progetto finalizzato ad ottimizzare la gestione dei flussi finanziari della Banca e delle società del Gruppo. Una nuova sfida in un contesto completamente diverso.  Mi addentrai così nel favoloso e stimolante mondo della Finanza e dell’intermediazione finanziaria, esperienza che mi ha consentito, passando alla Direzione Auditing, di diventare nel 2000, con molta più fatica rispetto ai miei colleghi maschi , una rarità  per il contesto bancario:“ Donna Dirigente”. Raggiunta la pensione, sono partita per una nuova sfida: imprenditrice e manager per aiutare nel percorso di crescita una delle tante eccellenze italiane della moda, la griffe “Daniela Di Francesco”. Un’altra tappa importante è stata rappresentata dalla stesura del libro edito dalla Franco Angeli “ Benessere Personale e Benessere Organizzativo: un binomio possibile?” dove ho voluto sviluppare alcune riflessioni sullo stretto rapporto di reciprocità esistente fra la motivazione e la professionalità di chi lavora e l’etica e il successo d’impresa. Quello che dico sempre ai giovani: investite in professionalità se non lo fa l’azienda attivatevi da soli, non serve  lamentarsi, ascoltate il vostro intuito e non abbiate mai paura di lasciare il certo per l’incerto.  E’ inoltre importante: guardarsi intorno, leggere,non isolarsi, non  limitarsi a navigare a vista ed a sperare che gli altri siano disposti a dare. Il successo va conquistato passo dopo passo, spesso superando forti momenti di sconforto e difficoltà. La ragione delle mie variegate esperienzepuò essere sintetizzata  dalle parole “entusiasmo e amore per la vita e per il lavoro”  unite alle parole “umiltà, curiosità, rispetto” ovvero la disponibilità a mettermi in discussione e ad  ascoltare gli altri, anche le personeche apparentemente non hanno nulla da insegnarci, e a cimentarmi in settori nuovi con la convinzione che attraverso l’impegno “ce la possiamo fare”. E’ triste vedere come molti vivono il lavoro come un vincolo che non riescono a trasformare in opportunità attraverso un percorso di consapevolezza e d’impegno. Sonoinfattiprofondamente convinta che ogni lavoro, anche il più umile, può accrescere le proprie competenze e può rappresentare il trampolino di lancio per cogliere  in tempi diversi nuove opportunità.


DOMANDA:  Oggi sei  presidente dell'Associazione AISL_O: di che cosa si occupa e quali sono gli obiettivi principali che persegue?

Il mio desiderio di trasmettere agli altri le conoscenze professionali acquisite, unitamente all’esigenza di presidiare le competenze organizzative, di fondamentale importanza per ogni manager mi hanno spinto prima ad associarmi ad AISL e poi a fondare l’ AISL_O (Associazione Italiana di Studio del Lavoro per lo Sviluppo Organizzativo www.aislonline.org), di cui attualmente sono presidente. L’AiSL_O vanta un ricco portafoglio di competenze professionali diversificate che consente di creare valore aggiunto sia per i propri soci e simpatizzanti, sia per le aziende profit e no, sia per gli enti (pubblici e privati), ponendosi come punto di riferimento di settore e fonte di momenti di aggiornamento e crescita professionale.L’Associazione si caratterizza per una particolare attenzione allo sviluppo organizzativo, ai cambiamenti derivanti dall’introduzione di nuove tecnologie e nuovi sistemi gestionali e di controllo, alla crescente importanza della Economia,edella Formazione, al ruolo e ai comportamenti organizzativi delle Risorse Umane in contesti aziendali, sociali e culturali diversificati, i cui valori sono soggetti a profonde e continue trasformazioni. Nel corso della mia Presidenza ho voluto fortementeattivare il processo di valorizzazione e certificazione delle figure professionali di “Analista di Organizzazione” e di “Esperto di Organizzazione” da parte di un Ente esterno indipendente e riconosciuto a livello europeo per la Certificazione delle professionalità e della Formazione. Attualmente, insieme ad altre Associazioni abbiamo costituito PROXIT che ha la finalità di ricercare e attivare sinergie, collaborazioni e partnership con altre associazioni, Fondazioni  ed enti interessati a fare  proposte costruttive alle Istituzioni per uscire dalla crisi e “agganciare” lo sviluppo


DOMANDA:  Come donna manager, quanto è difficile lavorare in Italia? E perché?

Dagli anni ‘60 il nostro paese ha compiuto grandi passi per il riconoscimento delle pari opportunità tra  uomo e donna nel mercato del lavoro. Ma resta da fare ancora molto per allineare l’Italia al  resto d’Europa. Purtroppo sono ancora molti  i pregiudizi e i limiti, spesso culturali che condizionano notevolmente le donne  e che generano tanti, forse troppi ostacoli alla loro carriera  Basti osservare che, nonostante una ricerca Cerved sulle società di capitale dimostri che  la rischiosità delle imprese a guida femminile non è affatto superiore rispetto alle altre e che  le aziende con una donna come top manager hanno accresciuto più velocemente i ricavi, generato più margini lordi, chiuso più frequentemente l’esercizio in utile,  studi recenti  hanno dimostrato che le banche applicano tassi di interessi maggiori alle imprenditrici, senza che questo sia giustificato da un diverso profilo di rischio delle donne rispetto agli uomini. Inoltre, come testimoniano molte donne imprenditrici,non è raro che se vanno in banca si sentono chiedere: quanto guadagna suo marito? Anche per le donne in politica la situazione non sembra essere migliore.Il maschilismo è purtroppo trasversale e alla maggior parte degli uomini al vertice non piace la donna protagonista, ambiziosa, sicura di sé, che vedono come rivale. La candidata preferita dai vertici, soprattutto se donna,è quella che sostanzialmente avalla la linea del capo ed è dissidente solo sulle questioni secondarie.  Ogni giorno le donne devono affrontare nuove sfide perabbattere tanti pregiudizi o limiti, molto spesso culturali, che condizionano notevolmente la loro attività lavorativa e il loro sviluppo professionale. E’ pertantonecessario un vero salto culturale, occorre incidere più efficacemente sulle regole e  sul cuore dell’attuale Sistema affinché venga data  un’informazione più corretta, che evidenzi,non solo i punti di debolezza dell’essere donna e lavoratrice, ma anche i punti di forza, per l’intero Sistema Italia, di  una leadership al femminile

 

DOMANDA:  Quali pensi che siano le qualita' sulle quali le donne debbono puntare oggigiorno per affermarsi nei rispettivi campi lavorativi?

Numerose ricerche evidenziano come, in un mercato così difficile, caratterizzato da continui cambiamenti, le donne sembrano avere una maggiore capacità di adattamento rispetto agli uomini. Le caratteristiche peculiari delle donne manager quali: la capacità di affrontare la complessità e il nuovo, l’etica nel lavoro, la capacitàdi condividere le responsabilità valorizzando i propri collaboratori, la capacità di apprendere e semplificare, di trovare soluzioni e condividerle con gli altri, la cura dei particolari, la concretezza, l’ordine e la diligenza rappresentano fattori oggi indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi. Inoltre da alcune indagini, presentate inConfindustria,  emerge come le donne manager offrono, rispetto ai colleghi uomini, una maggiore propensione al nuovo e una grande passione per la ricerca e lo sviluppo, nonché una spiccata disponibilità a sperimentare nuovi mercati e una capacità innata di discernere quali sono le alleanze commerciali che si rivelano più proficue nel corso del tempo. Le donne manager sono meno legate alle ortodossie, quindi innovative e flessibili. In sintesi il profilo della donna di successo che emerge dalle varie indagini volte ad individuarne le caratteristiche socio-demografiche, il percorso professionale, i fattori che hanno influito sia positivamente che negativamente sulla carriera delle donne intervistate è il seguente. La donna di successo è molto sicura di sé, tenace, capace di auto stimarsi e di essere consapevole del valore che produce con il proprio lavoro. Una donna che al talento unisce le competenze tecniche necessarie, lo studio ed una formazione continua. Una donna che sa porsi in modo deciso, che sa chiedere quando ritiene di meritare di più. Una donna attenta a curare le relazioni, che sa porsi solo obiettivi realistici e che è sempre pronta a rischiare quando si tratta di ottenere nuovi incarichi, ampliando le sue conoscenze e sperimentandosi in nuovi campi. E’ fortemente pragmatica e previdente. Mette al primo posto la visione strategica, va dritto ai risultati grazie alla tenacia e a una buona dose di intuito femminile.  Sono queste le peculiarità su cui le donne devono puntare.

 

DOMANDA:  Sei una  importante manager ma anche una bella donna: conciliare un lavoro così "maschile"  con una spiccata  femminilità  ti ha creato più svantaggi o vantaggi nella vita?

Dire che non faccia piacere un po’ di gallismo italico anche sul lavoro credo che sia un’ ipocrisia. Ciò che crea difficoltà è togliere dalla testa di molti uomini la convinzione che una donna con una spiccata femminilità possa avere anche una spiccata professionalità. Quindi la difficoltà non è per noi donne, ma per gli uomini che da questo punto di vista non riescono ad evolvere e a stare al passo coi tempi per l’atavica paura di perdere il proprio territorio. Sono queste ottuse cariatidi che continuano a rendere difficile l’accesso delle donne al tetto di cristallo. Anche se concettualmente non è una legge che condivido “ben venga  la normativa sulle quote rosa” se serve a fare  un salto culturale agli uomini. Spesso le donne non riescono a emergere, perché la struttura del lavoron on è congeniata per loro e per le esigenze della famiglia. Gli uomini devono acquisire la consapevolezza che la famiglia, o ogni forma di convivenza in nucleo articolato, deve diventare il perno di ogni azione e attività e che esistono diversi modi di fare, di agire, di comunicare. Gli uomini credono non esista un modo diverso dal loro per governare le aziende, bisogna sgretolare queste convinzioni con azioni mirate e con una diversa modalità comunicativanella famiglia, nella scuola e nella società. Bisogna quindi insegnare alle nuove generazione un nuovo schema gerarchico che veda alla pari ogni essere  umano, eliminando la diversità in quanto discriminazione, Portare nelle scuole metodologie d’insegnamento che  rendano più consapevoligli uomini  e le donne del futuro della necessità di considerare e integrare due mondi diversi. Dobbiamo convincersi tutti, uomini e donne che solo uniti possiamo creare valore aggiunto nella società di domani.

 

 DOMANDA:  La tua scommessa del futuro "chi" e "che cosa" riguarda?

Scuotere l’Italia dal torpore, dalla rassegnazione dallo stato di decadenza che attualmente vive, creare nuovi posti di lavoro.: sono queste le motivazioni che mi hanno spinto a diventare imprenditrice, acquisendo una partecipazione nella società  D&Bmodasrl.  Quali le sfide su cui mi sto impegnando? Le mie scommesse per il futuro riguardano: vari aspetti dell’attività imprenditorialle: dal consolidamento delbrand “Daniela Di Francesco” in Italia e all’estero.  Allo sviluppo di una ricerca innovativa, al coinvolgimento della D&Bmoda srl in iniziative legate allo sviluppo sociale ed economico del territorio...

Per maggiori infos sulla Associazione presieduta da Maria Grazia, consultate

http://www.aislonline.org


Salutiamo  Maria Grazia, alla quale sono personalmente legata da sincero affetto, e la ringraziamo di questa lunga confessione che ci ha regalato.

In bocca al lupo per tutto!

Lisa Bernardini