GIOVANNI FRANGI

Scritto da Silvana Lazzarino il 23 Settembre 2016 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

 LE EMOZIONI DELLA VITA NEI DISEGNI DI GIOVANNI FRANGI

Giovanni Frangi (Milano 1959) artista di fama internazionale, eclettico e originale, volto a sperimentare le possibilità espressive di diversi segni e materiali come cartoni, tele, talora rattoppate, indaga  gli infiniti volti con cui la natura si manifesta: ora mostrandosi silenziosamente, ora nascondendosi, nei suoi ritmi sospesi tra la terra e il cielo, il visibile e l’invisibile, Gli spazi avvolgenti di una natura vista, indagata, talora immaginata tra boschi, foreste, campagne, ninfee, scorci di città, diventano finestre sul proprio occhio interiore con cui recuperare quei pensieri lasciati silenti per troppo tempo, e finalmente liberi di evadere e incontrare l’altro che appartiene al tessuto esistenziale. Ogni angolo di questi scorci e visuali suggerisce nuove emozioni che riaffiorano inattese, a creare stupore e meraviglia, sgomento e turbamento, Le rappresentazioni di Giovanni Frangi, i cui segni e associazioni di forme oscillando tra richiami all’astrazione e all’informale danno vita ad una “cosmogonia” di meravigliose evasioni visive e mentali, recuperano tracce di vissuti recenti e lontani e aspirazioni verso un futuro ancora incerto dove tutto resta come sospeso. Emozioni  da recuperare e rielaborare per poi liberarsene senza mai rompere quel sottile filo che porta a guardarsi indietro.
Il successo della sua prima mostra presso la Galleria La Bussola di Torino nel 1983 segna il trampolino di lancio per questo artista tra i più affascinanti e ed espressivi con cui viene affrontato il percorso emotivo dell’uomo, recuperato attraverso i luoghi fisici e metafisici insiti nella natura attraverso i suoi segni accennati e rivelati che avvolgono lo scorrere di un tempo infinito. Frangi ha esposto in diverse città da Berna a Losanna, da Hong Kong a Marsiglia, da San Francisco a Los Angeles, per poi giungere a Pechino e poi Francoforte conquistando la scena internazionale. Alla sua opera su carta è dedicata un’interessante mostra presso l'Istituto centrale per la grafica nella sede di Palazzo Poli a Roma aperta dal 24 settembre 2016, Curata da Giorgio Verzotti la mostra, GIOVANNI FRANGI, Settembre, presenta il progetto realizzato da Frangi appositamente per questa sede attraverso cui restituisce alla carta un significato “altro” utilizzando ogni sua potenzialità anche in modo nuovo ed estremo. Il progetto costituito da due carte dalle grandi qualità come la Hahnemuhle bianca e la Fabriano nera, unitamente ad un cartone di grandi dimensioni prodotto da Cartiere dell'Adda, gioca sul rapporto tra le dimensioni delle stesse carte e le diverse grane, che diventano fattore attivo.
A differenza degli artisti che dalla seconda metà del Settecento giungevano dall’Europa in Italia stregati dal paesaggio di Roma e per ritrarlo utilizzavano quale supporto d’elezione la carta di piccole dimensioni,  Giovanni Frangi predilige supporti di grandi dimensioni che in diversi casi arrivano a coprire l’intera area delle grandi pareti.
In occasione dell’inaugurazione della mostra a lui dedicata (il 24 settembre) alle ore 19.00, Giovanni Frangi, in collaborazione con Corrado Albicocco, realizzerà nello storico laboratorio della stamperia, due incisioni con la tecnica del carborundum; si tratta di due immagini di foreste nordiche in bianco e nero che, grazie a questa tecnica sperimentata già nel ciclo “Pasadena” del 2013 dedicato ai Huntington Botanical Gardens, acquisteranno una straordinaria materia vellutata. Al termine del workshop sarà possibile visitare la mostra in compagnia dell'artista.
In queste opere la natura è esaltata attraverso lo scarto tra il bianco e il nero, due aspetti che riguardano l’essere umano nel suo nascere e morire, due opposti che si toccano fino a compenetrarsi e formare una rappresentazione dove tutto è come sospeso nell’attesa che qualcosa cambi. Nell’utilizzo di materiali semplici vi è un richiamo all’arte Povera che nel suo costruirsi si carica di simbologie. In queste immagini come la serie “San Pietro”,  “Fontannamare”,  “Trevi” e “Antigua” emerge l’interesse di Frangi per la città di Roma. Grandi foreste e tronchi sembrano appropriarsi dello spazio come ad esempio si evince in “Fontannamare”, mentre l’acqua nella serie “Trevi” si colora di un rosa acceso e le grandi palme aggrappate le une alle altre campeggiano su cartone in “Antigua”. 

Ogni luogo e aspetto della natura: dai fiumi alle montagne, dalle pietre ai cieli riprodotti con cromie distanti dalla realtà, diventa spunto per esplorare le emozioni che nella frenesia del quotidiano rischiano di restare sopite e imbrigliate nei labirinti della mente.
  Ogni angolo della Terra e ogni suo particolare è come proteso a indicare un verità recuperando il senso di appartenenza alla stessa terra, alla natura di cui l’uomo è parte nel suo cercare in essa protezione e serenità.
 Nel suo essere accogliente e avvolgente il paesaggio di Giovanni Frangi, pur nella gamma di colori intensi e accesi, restituisce quella libertà che appartiene ad ogni essere umano entusiasta di scoprire il mondo.

Silvana Lazzarino

GIOVANNI FRANGI, Settembre
Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli
Via Poli 54  Roma
Orario: dal martedì alla domenica dalle 14 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.30)
24 settembre - 1 novembre 2016
Inaugurazione: sabato 24 settembre 2016, ore 11.30
Ingresso libero
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio la mostra resterà aperta sabato 24 fino alle 22 (ultimo ingresso 21.30) e domenica 25 dalle 11 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.30).