FOTOGRAFIA E SCRITTURA - "ALLA SBARRA"

Scritto da Occhio dell'Arte il 24 Febbraio 2012 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

Scrivere con la luce é sempre più facile per me, anche al buio. Si tratta di lunghe esposizioni che necessitano di un'ombra, una mediazione empatica tra luce e buio - esperimenti che sto iniziando a fare mentre tento di scrivere con una digitale e fotografare con una penna. Anna Celani, nel contest "ROSSO ELVIS" - iniziativa di PhotoART Sharing Emotions per promuovere un racconto di Sam Stoner - primo classificato al concorso CORPI FREDDI e dargli una veste grafica - ha proposto questa splendida immagine. La forza del coraggio di chi armato da' le spalle, certo di saper sopravvivere anche agli attacchi inaspettati. Le cicatrici, la tensione, tutto questo ed Anna mi hanno passato la penna e io ho scritto per lei, per Sam Stoner, per voi, per me e un po' ed un po' anche per Zoe, la ragazza che con Freud, mi sta accompagnando in questo percorso introspettivo che da un'immagine mi porta in una storia.

Di nuovo la luce scrive e la penna fotografa. Accomodatevi inizia lo spettacolo.

Ispirata ad una foto di Anna Celani

"ALLA SBARRA"

Quando partono i treni, significa che qualcosa é cominciato. Qualcosa é già cambiato. Zoe scarabocchia nervosamente quel suo quadernetto di cose rotte, di pagine dure e vuote che scazzottano con quelle altre, scritte e decorate da cuoricini - timbro della vita. Il timbro della speranza, quella che ancora non é sepolta.

Scavalla e accavalla le gambe, equina e femmina senza coscienza d'esserlo. Un paio di jeans masticati dalla corsa verso i desideri, jeans larghi che cadono sui fianchi, si poggiano su quelle anche a punta - suo grande orgoglio- e scendono dritti seguendo gli ordini delle sue gambe ossute e leggere. La gazzella. Quando si muove, quando cammina, lo fa quasi sulle punte con una grazia che tutto ha tranne che di umano. Pianista, corifea, attrice su un palco - quando piega i polsi o gesticola sembra dirigere un'orchestra, interpretare sé stessa tra i drappi rossi delle tende di un teatro. Spesso le persone che nascono in famiglie decisamente agiate, pagano quel privilegio con una sottrazione. L'amore é in un contenitore. Funziona come per gli aereoplani. C'é il pieno e c'é una scorta. Guai se manca perché lui cadrà, insieme a chi ci é seduto sopra. Questa é la teoria di Zoe, la va sostenendo da quando é piccola. Spesso lo ha fatto addirittura ridendoci su. "Per me non c'é amore - le scorte sono finite". Dissento dal questo suo nerobianco modo di pensare, mai una via di mezzo, mai un punto al centro. Vero é che non c'é democrazia in amore. Forse é il sentimento più squadrista del pianeta. Non é rispettoso della volontà di tutti, si impone e detta regole e soprattutto elegge un comandante. Chi comanda é chi non ama o chi ama di meno. Chi lascia. Chi abbandona. Chi tradisce. L'altro ha poco da protestare, può fare anche un sit-in o una dimostrazione in piazza ma in fine, dovrà accettare. Zoe é un'esperta di digiuni dimostrativi e a niente é servito se non a farla sentire impotente di fronte ai sentimenti. Assolutamente disarmata e impotente.

La ragazza con la frangia nasce da una madre intelligente e da un padre seminatore. Un promettente medico che poco masticava di famiglia  e l'unica cosa che aveva davvero chiara in testa é che lui un figlio, proprio non lo voleva. Quel poco tempo che passò con Zoe fu sufficiente - ne sono certa - per lasciare un segno, un solco profondo e farla vivere con una sensazione che solo a dirla mi fa cadere l'anima. " Dentro di me ho una vanga che mi svuota - spesso lo fa durante la notte- in qualunque momento io frughi dentro di me, sento sempre che manca qualcosa. Qualcosa di importante. Un pezzo di me. E non è poco."

Schiava dell'eterna testardaggine di stare dietro a chi le fa del male - schiava dell'ipocondria, vittima dell'indifferenza per sè stessa - avesse trovato qualcuno. Un uomo, un amico, un padre. Un amore. Avesse trovato due braccia che avessero avuto forza  a sufficienza per sollevarla e salvarla, sì, salvarla. Perché Zoe non deve sparire. Non deve sparire dentro quei jeans. Non deve sparire dentro una briciola. Non si deve più sentire un'ombra con le gambe. Zoe deve vivere. Zoe deve cantare. Zoe si deve salvare.  Zoe si deve liberare.

Ma per me é tardi per fare qualcosa.

Solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi è da sempre così e così sarà per sempre.

Gli uomini sono alla sbarra.

Questo é.

Deragliano i pensieri e dopo due ore di viaggio, il treno rende sempre più vicino quell' unico luogo rimasto, in cui andare a posare il cuore. Casa. Sarà cosa di piuma aver paura di una serratura, del rumore che fa - aver paura di rivedere quella maniglia - quella massiccia porta invadente che quando l'avrà varcata l'attaccheranno i vermi dei vecchi dolori. La ragazza con la frangia fruga nella borsa cercando quel mazzo di chiavi. Non lo estrae. Si assicura solo che sia lì, tra le cose che le restano e che non può più perdere.

"I ricordi sono per gli stupidi - guardando fuori mentre gli alberi si inseguono come ladroni - loro sì, possono ricordare. E' una concessione che fa la vita a  chi é così coglione da non soffrire - una concessione a  quei corpi umani vuoti, privi di cuorecervello cervellocuore - che servono sempre lo stesso proverbio per dire che tanto passerà, passerà. La felicità é incoscienza. E' un attimo e anch'essa appartiene agli stupidi. Io odio pensare ma é la mia dannazione avere una materia che si dimen chiedendo cose. Porca puttana ma perché io finisco per ricordare solo l'odio, l'amaro, la fine di un'amore. La felicità é un sentimento che - chissà perché- a me viene da rimuovere. Forse é solo un esorcismo, la dannata paura di non incontrarla più o la schifosa coscienza di non averla provata mai."

Zoe cara, come ti capisco ma ricorda : gli uomini sono liberi solo nei sogni, nella vita, gli uomini, sono alla sbarra.

Questo é.

(Barbara Marin)

marinforreply@gmail.com

La fotografia usata in questo blog si intitola "Alla Sbarra", e' stata gratuitamente e gentilmente concessa da Anna Celani a Barbara Marin e rimane di proprieta' esclusiva dell'Autrice dello scatto.

Vietato ogni uso improprio

 

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