JIMMY SCOTT LA VOCE CONTRALTO DEL JAZZ

Scritto da Silvana Lazzarino il 02 Febbraio 2017 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

UN DOCUMENTARIO A ROMA RICORDA LITTLE JIMMY SCOTT LA VOCE CRISTALLINA DEL JAZZ

Purezza, leggerezza nell’estensione vocale hanno segnato il successo della voce contralto di Jimmy Scott, tra i musicisti e cantanti più significativi della scena del jazz e blues americano  tra gli anni Sessanta fino al primo decennio del terzo millennio quando nel 2014 all’età di ottantanove anni si spegne per arresto cardiaco nella sua casa di Las Vegas.
Nato a Cleveland (Ohio) nel 1925 in una famiglia numerosa con nove fratelli, un padre operario sempre fuori casa pe lavoro e la madre pianista di chiesa, Sscott inizia ad esibirsi nei club della sua città con successo dando prova di grandi qualità espressive e comunicative. La particolarità della sua voce dalla tonalità alta per un uomo adulto fece di lui un interprete raffinato e elegante per quell’estensione vocale quasi eterea che sembrava sfiorasse le atmosfere metafisiche del suono. Una voce da contralto causata da una malattia genetica chiamata sindrome di Kallmann che blocco la sua crescita alla soglia della pubertà. Piccolo di statura, ma dalla voce alta "Little" Jimmy Scott fece di questa particolarità vocale il suo punto di forza conquistando il palco fin dal suo primo vero e proprio debutto nel 1948 con la band di Lionel Hampton. Da quel momento la sua carriera è stata scandita da numerosi successi come nel 1950 con il singolo per la Decca con Hampton, “Everybody’s Somebody’s Fool,”entrato nella top 10 nella classifica Billboard R & B, cui seguirono dischi 'culto' come 'Falling in Love Is Wonderful' del '62 pubblicato su Tangerine, la label privata di Ray Charles che lo definì 'the Holy Grail of jazz vocal albums' e 'The Source' del '69 su Atlantic.
La Casa del Cinema di Roma con la Casa del Jazz, in occasione dell’uscita  dell’album postumo di questo straordinario artista, “I Go Back Home”, in collaborazione con Rai; Rai Cinema 01 distribution,  presenta il 4 febbraio 2017 alle ore 20.30 in anteprima nazionale il documentario dal titolo omonimo con testimonianze, tra le altre, di Quincy Jones, Tommy Li Puma, Madeleine Peyroux e David Ritz, biografo ufficiale di Jimmy Scott. Un film intenso che attraverso concerti, esibizioni, storie di amicizie, collaborazioni,  delusioni e successi, tratteggia gli stati d’animo tra gioia e malinconia, dubbi e attese dell’artista e dell’uomo Jimmy Scott, forte e fragile, ma geniale e dotato di una rara sensibilità che non poteva non essere apprezzato e adorato da Billie Holiday, Charlie Parker, Dinah Washington e Nancy Wilson.
Dopo la prima fase di successi decide di abbandonare quel mondo per tornare nell'anonimato vivendo di lavori umili e soprattutto faticosi. Un lungo e triste periodo per uno come lui che aveva trovato nella musica e nel canto l'unica ragione di vita e di quotidiano sollievo da quella rara malattia che gli aveva lasciato una voce da adolescente invariata negli anni e un'immagine efebica a volte oggetto di sberleffo. Nel 1991 al funerale del suo amico Doc Pomus, cantante blues e autore di grandi classici dell'American Songbook, incontra Seymour Stein della Sire che gli offre un contratto per tre album, inaugurato con 'All The Way' che ottiene una nomination ai Grammy Award. Lou Reed gli chiede di partecipare all'album 'Magic and Loss' e di andare in tour con lui, David Lynch lo ingaggia per un episodio di 'Twin Peaks' ed è presente nella colonna sonora di 'Philadelphia' di Jonathan Demme e di tanti altri film.
Così a 67 anni riprende la sua attività realizzando dischi, tour in Giappone e in Europa, si risposa per la quinta volta e prende parte a e varie onorificenze, dalla performance per l'Inaugurazione della Presidenza Clinton nel '93 a numerosi premi alla carriera come il Living Jazz Legend Award del Kennedy Center di Washington nel 2003 sino all'introduzione nella R&B Hall of Fame nel 2013.
In quasi settant’anni di carriera si è esibito, tra gli altri, al fianco di Charlie Parker, Lou Reed, Charles Mingus, Antony & the Johnsons, Sarah Vaughan, David Byrne, Quincy Jones, Ray Charles e Winton Marsalis. Alla presentazione del documentario intervengono: lo sceneggiatore premio Oscar Umberto Contarello, la cantante Maria Pia De Vito e il coordinatore del comitato artistico della Casa del Jazz Luciano Linzi.


Silvana Lazzarino

 

 

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documentario su Jimmy Scott
Casa del Cinema
Direzione Giorgio Gosetti
Largo Marcello Mastroianni, 1
Sabato 4 febbraio 2017 ore 20.30
Informazioni tel. 060608 www.casadelcinema.it
L’accesso in sala sarà garantito fino ad esaurimento dei posti disponibili