Il regista MANUELE CECCONELLO

Scritto da Occhio dell'Arte il 17 Aprile 2012 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

(Produttore, regista, nonche' detentore dei diritti del film "Homo radix" riferito al percorso dello scrittore TIZIANO FRATUS :  ringraziamo di cuore  Manuele Cecconello  per la concessione di uso gratuita del suo lavoro al NETTUNOPHOTOFESTIVAL 2012!)

 

Chi e' il regista Manuele Cecconello.

 

Terminati gli studi in Lettere con una tesi su Tarkovskij che ottiene la dignità di stampa, dopo una

collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, Manuele Cecconello intraprende un percorso

professionale che si concentra tanto sulla produzione quanto sulla didattica dell’audiovisivo.


Dopo una prima esperienza lavorativa nell’ambito della formazione all’audiovisivo per soggetti diversamente

abili, Cecconello dirige per tre anni la casa editrice GS, allestendo un catalogo che ha come temi centrali

“Storia e critica del cinema” e “Cultura regionale del Piemonte”.

 

Negli anni ’90 l’attività artistica – sviluppatasi tra fotografia e cinema sperimentale – inizia a rivolgersi al

mercato, dando avvio alla società di produzione “Prospettiva Nevskij”.

 

Dal 1992 Cecconello ha diretto oltre un centinaio di opere, frequentemente selezionate per la partecipazione a

festival e rassegne.

 

Al 2006 risale il primo lungometraggio a soggetto, “Beato colui che sarà visto dai tuoi occhi”, che promuove il

Santuario di Oropa (Biella) attraverso un racconto di ricerca dove coesistono registro documentaristico e slancio

visionario.

 

Nello stesso anno Cecconello è ospite con una rassegna antologica di opere al 28° Festival del cinema

latinoamericano di L’Havana, Cuba.

 

Nei giorni del Festival, Cecconello gira un videodiario intitolato “Cuban Experimental Winter” che rappresenta

una vivida dichiarazione di poetica, una partecipe riflessione in prima persona sul cinema sperimentale, sulla

sua storia come sul suo presente.

 

Nel 2007 Cecconello riceve il premio “L’occhio insonne” al II° Festival di poesia civile di Vercelli; nello

stesso anno il regista realizza “Olga e il tempo. Parte prima: epica minima del mattino”, film che è stato in

concorso in un ventina di festival internazionali aggiudicandosi vari premi tra cui il premio per il miglior

documentario al Flahertiana International Film Festival di Perm (Russia) e il Gran Premio della Giuria al XXVI°

Festival di Annecy.

 

“Olga e il tempo” è il primo capitolo di una trilogia che avrà conclusione nel 2009.

 

Si tratta dell’opera a tutt’oggi più matura ed elaborata nella filmografia di Cecconello: è il ritratto di una donna

dei nostri tempi che vive in un suo tempo, fuori dal tempo: un poema della solitudine magicamente in bilico sul

crinale che separa il versante realista e il versante visionario del cinema.

 

“Olga e il tempo” costituisce in tal senso un emblema dell’evoluzione del cinema di Manuele Cecconello, il

punto di approdo di un percorso caratterizzato dall’intersezione di documentario e videoarte, dal dualismo

di realismo fotografico e invenzione grafica, dalla coesistenza di riproduzione analogica e manipolazione

digitale.