L'OPERA DI MONET E I RIFLESSI DELLA NATURA

Scritto da Silvana Lazzarino il 04 Gennaio 2018 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

 TRA LUCE E ATMOSFERA LA NATURA NELL’OPERA DI MONET AL VITTORIANO DI ROMA
Nel cogliere l'unificazione dell'esistente, Claude Monet fissa sulla tela i motivi profondi che agitano la natura che cambia con il variare degli attimi, delle ore in conseguenza del mutare della luce atmosferica. La realtà, da quella cittadina, a quella più a diretto contatto con la campagna, il mare e il cielo dei dintorni parigini, osservata en plain air in una sorta di compenetrazione visivo- emotiva, è descritta attraverso colori che, ora unendosi ora scomponendosi, variano da tonalità vivaci e decise ad altre chiare e pastello. La luce è protagonista di tutta la pittura di Monet: una luce che crea trasparenze e spessori, che si riflette nell’acqua e si spande nel cielo, una luce che ora sembra irrompere e palpitare fra le cime degli alberi, ora ritirarsi e attenuarsi fino a sfumare nelle aurore e nei tramonti.
Alla sua arte che esplora e studia il movimento dell’acqua e le rifrazioni della luce su di essa e sulle distese di cieli ripresi nelle diverse ore del giorno, è dedicata la grande mostra "MONET. CAPOLAVORI DAL MUSÉE MARMOTTAN  MONET, PARIGI" in corso al Complesso del Vittorinao di Roma fino all’11 febbraio  2018. L’esposizione, patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio e organizzata dal Gruppo Arthemisia, attraverso sessanta capolavori provenienti dal Musée Marmottan di Parigi, , guida lo sguardo e la mente del visitatore lungo il percorso artistico del padre dell’Impressionismo seguendo la sua evoluzione stilistica a partire dai primi lavori fino alla piena maturità sempre attento ad uno studio diretto della natura, ripresa dal vero a cogliere ogni suo cambiamento nella sua immediatezza. Si tratta delle opere più care all’artista e da lui stesso conservate nella sua ultima amatissima dimora di Giverny che procedono dalle celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800 con cui guadagnò i primi soldi, “Le Havre”, ai ritratti dedicati ai figli, dai paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, ai dipinti che immortalano i fiori del suo giardino, i salici piangenti moderni nel loro aspetto, fino al viale delle rose o del ponticello giapponese, senza dimenticare le monumentali Ninfee i cui colori si disperdono nella nebbia radiosa. Egli trasponeva direttamente i luoghi della natura sulla tela, restituendo la loro essenza, il loro respiro vitale. A riguardo Guy de Maupassant scriveva: “L’ho visto cogliere così un barbaglio di luce su una roccia bianca e registrarlo con un fiotto di pennellate gialle che, stranamente, rendevano l’effetto improvviso e fuggevole di quel rapido e inafferrabile bagliore. Un’altra volta ha preso a piene mani uno scroscio d’acqua abbattutosi sul mare e lo ha gettato rapidamente sulla tela. Ed era proprio la pioggia che era riuscito a dipingere, nient’altro che della pioggia che velava le onde, le rocce e il cielo, appena distinguibili sotto quel diluvio”.
Monet cerca di catturare gli istanti della vita, inseguendo il tempo che fugge. Per ricreare la più sottile variazione di luce su un oggetto durante le fasi della giornata, l’artista a partire dal 1888 inizia a riprodurre i suoi soggetti in serie immortalandoli a tutte le ore del giorno, in tutte le stagioni e nelle più svariate condizioni meteorologiche. In questo senso vanno lette le serie dei covoni, della cattedrale di Rouen e delle ninfee. Dal 1890 i toni si fanno sempre più tenui sfumando in tinte pastello e la materia si va frantumando quasi a scomparire. Tra le opere in mostra accanto a “Ritratto di Michel Monet neonato”, “Ninfee”, “Le Rose” e “Londra”, si possono ammirare “Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi”, “Barca a vela. L’effetto sera”, i citati salici piangenti e il celebre ponte giapponese della sua dimora a Giverny. Inoltre grazie alle più recenti tecnologie di Sky Arte HD è stato restituito uno dei capolavori distrutti nel tragico incendio del MOMA di New York nel 1958, “Water Lilies” (1914-26) della serie Ninfee esposto per la prima volta al pubblico. Attraverso il programma “Valore Cultura”, Generali Italia ha sponsorizzato l’iniziativa. “Valore Cultura” è nato quale programma per avvicinare le famiglie, giovani, clienti e dipendenti al mondo dell’arte, attraverso l’accesso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi ed attività di divulgazione artistico-culturale. Il  catalogo è edito da Arthemisia Books.
Silvana Lazzarino

"MONET. CAPOLAVORI DAL MUSÉE MARMOTTAN  MONET, PARIGI”
Complesso del Vittoriano,
Via San Pietro in Carcere- Roma
Orari; dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30,  Venerdì e sabato 9.30 – 22.00
 Domenica 9.30 – 20.30  (la biglietteria chiude un’ora prima) anche sabato 6 gennaio 9.30 – 22.00
Fino all’11 febbraio 2018