GABRIEL HARTLEY: PRIMA PERSONALE A ROMA

Scritto da Silvana Lazzarino il 13 Giugno 2018 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

Gabriel Hartley espone alla galleria Sara Zanin un ampio corpus di lavori tra dipinti, disegni e rilievi scultorei realizzati durante il suo soggiorno a Roma agli inizi del 2018

Proiezioni di pensieri, di quanto visto, immaginato e vissuto riaffiorano sotto altra luce  dall’opera del britannico Gabriel Hartley (Londra 1981), che utilizzando diverse tecniche espressive procede nel suo lavoro sottraendo materia, colore alle superfici. Un procedimento che intende lasciare tracce e tirare fuori aspetti nuovi, non visibili nella semplice rappresentazione di un evento o sentimento visto e vissuto. 

La materia che sia legno, tela, acrilico, diventa luogo per ritrovare altre possibilità di dialogo con parti sopite di sé, ma anche con nuove rappresentazioni che affiorano di volta in volta anche grazie ai giochi di luci e ombre che vanno a creare contrasti proprio in quei solchi, segni che nella frattura restituiscono nuove forme di vita e pensiero.

Questa interessante prospettiva con cui Hartley ricerca il punto di rottura per spingersi intenzionalmente fino al concetto stesso di rovina che rimanda alle origini a quanto di antico ancora appartiene all’uomo di oggi, la si può ritrovare nella mostra a lui dedicata presso la Galleria Sara Zanin a Roma in Via della Vetrina,21.

“GABRIEL HARTLEY Spoiled”, prima personale dell’artista nella Capitale aperta fino al 31 luglio 2018, presenta  un ampio corpus di lavori tra dipinti, disegni e rilievi scultorei da lui realizzati  durante il suo soggiorno a Roma agli inizi del 2018 come Abbey Fellow in Pittura presso la British School at Rome.

Gabriel Hartley, che vive e lavora a Londra con all’attivo diverse personali tra New York, Londra, Parigi e Milano, e numerose collettive sempre a Londra, New York, ma anche ad Atene, Detroit e Zurigo, intende restituire una nuova interpretazione dell’oggetto e della realtà attraverso un trasformazione che avviene facendo affiorare qualcosa di insolito come per i dipinti che sottopone ad un paziente lavoro di scavo stratificato. 

Per ottenere ciò utilizza una smerigliatrice angolare con cui taglia la vernice, imprimendo così le superfici: sia che si tratti di di tela, legno o carta. Il risultato è quello di un piano dell'immagine in cui forme e pensieri si sfocano progressivamente. Le superfici assumono una dimensione materica in cui i colori avanzano e retrocedono come  un alternanza tra visibile e invisibile. accessibile e inaccessibile.

I rilievi, ricavati dai materiali di risulta delle imbottiture dei mobili, sono concepiti con l'intento di riportare alla mente le antiche spolia, ovvero le sculture decorative di reimpiego utilizzate sulla maggior parte degli antichi edifici romani. La descrizione delle spolia diventa per l’artista frammenti di storia che fluttuano.

Incorporando il monumentale e l'ordinario riferito a quanto visto nel suo soggiorno romano, le opere di Gabriel Hartley possono riportare alla mente un monumento specifico così come un dettaglio architettonico, oppure qualcosa di più banale come una nuvola, un albero, una Vespa, un piatto di pasta. L’antico e il moderno sembrano sfiorarsi in un sottile gioco di intrecci e l’arte diventa occasione per riscoprire l’uno o l’altro aspetto a partire dal medesimo risultato che l’opera propone.

  Silvana Lazzarino


GABRIEL HARTLEY 

Spoiled

Galleria Sara Zanin,

Via della Vetrina 21, 00186 Roma 

Orario: da martedì a sabato 12:00 - 19:00 (o su appuntamento)

Fino aò 31 luglio  2018

Ingresso libero

Per informazioni: telefono 06 7045226,  info@z2ogalleria.it