METTI UNA SERA A OSTUNI...SERGIO CAMMARIERE

Scritto da Mariapia Giulivo il 13 Agosto 2012 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

Diario minimo di un concerto indimenticabile

 

Metti una sera a Ostuni. Una città bianca e ricca di intense suggestioni…un  vero gioiello della terra di Puglia. Metti lo scenario del foro Boario, e in lontananza , splendente, una  simbolica croce luminosa. Metti un palco con la migliore strumentazione,  dei musicisti straordinari . E lui, Sergio Cammariere.  Il protagonista. Arriva disinvolto, vestito di bianco,  come candide sono le case della città. Arriva con la sua innata eleganza… sotto la giacca , una maglietta  semplice, blu come il cielo…

Il pianoforte è il suo ideale prolungamento e quando attacca con le note di piano solo è spirito e anima che sale verso l’ immenso…Poi, una interpretazione di CONTROLUCE , brano tratto dal suo ultimo album, assolutamente da brivido, canzone scandita, pura, una interpretazione ricca di pathos, sognante,  da far venire i brividi lungo la schiena.  La devo ad un’ amica , dice…e quella amica, persa tra il numerosissimo pubblico attento e partecipe deve essersi sentita fortunata, emozionata, commossa. 

Una sera d’agosto , il 9, che anticipa la notte di San Lorenzo, magica per le stelle luminose che cadono dal cielo…porta a  Ostuni un bagliore di musica di altissimo livello, pura, incantata, tra jazz e ritmi caldi, sinuosi,  irripetibili. Un concerto da antologia, uno dei più alti a cui io abbia assistito. Con una sezione ritmica solida e travolgente, più in forma che mai e gli  stupendi assoli dell’ ospite Daniele Tittarelli al sax alto, elegante e misurato rifinitore di suono.  

Sergio Cammariere dona tutto se stesso ed anche di più, vibra con il suo pianoforte, lo moltiplica all’infinto… accompagnato dai suoi “musici” di sempre, i grandi Luca Bulgarelli al contrabasso, Amedeo Ariano alla batteria e Bruno Marcozzi alle percussioni. Sono solo in cinque…e il suono, pieno e avvolgente… è quasi quello di un orchestra! Canzoni e pezzi strumentali del suo migliore repertorio (Cambiamenti del mondo, Sorella mia, Tutto quello che un uomo, Dalla pace del mare lontano, Settembre, Thomas…e molti altri)  con arrangiamenti di alta classe….ma soprattutto una passione, un incanto che si sprigiona dalle note tanto forte da togliere il respiro…

Una standing ovation finale sulle bellissime note incalzanti  di Caravan , noto standard del jazz di Juan Tizol reso celebre da Duke Ellington,  strette di mano al pubblico  assai coinvolto che nel frattempo è accorso intorno al palco, atmosfera corale e gioiosa,  sorrisi, tanti bravi gridati da voci sparse …e quel senso meraviglioso di armonia che solo la musica sa creare. 

Alla fine restano sensazioni magiche e  già, un sottile velo di nostalgia. Emozioni forti che attendono ritorni.  E , spontaneamente, mi sento di dirgli, silenziosamente e con il cuore… torna presto in Puglia, Sergio.  Perché qui, tra gli ulivi e le case bianche, tra il respiro del mare e il velluto del cielo … la sua musica trova un luogo ideale di stupore e poesia…

mariapia giulivo

mariapiagiulivo@gmail.com