“MOTHER FORTRESS” FILM DI M.LUISA FORENZA

Scritto da Silvana Lazzarino il 19 Dicembre 2018 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

Dopo la proiezione in prima mondiale il 12 dicembre scorso nella sede della Filmoteca Vaticana, il film  diretto da Maria Luisa Forenza arriva alla Casa del Cinema di Roma il 19 dicembre 2018 alle ore 17,00 ad ingresso libero. La proiezione del documentario, “MOTHER FORTRESS” unico film italiano in concorso per il Tertio Millennio Film Fest promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, vedrà il saluto del Direttore della Casa del Cinema Giorgio Gosetti e sarà preceduto dall’incontro introduttivo con il Prof. Paolo Matthiae, il Sen. Raniero La Valle e lo statunitense Gregory J. Polan O.S.B., Abate Primate della Confederazione Benedettina. Alla fine della proiezione seguirà un dialogo con il pubblico e gli altri ospiti presenti in sala.

Il documentario girato fra il 2014 e il 2017 in Siria, Svizzera e Italia, racconta la storia della Madre Badessa Agnes, che insieme a monaci e monache di diversi continenti (Libano, Portogallo, Francia, Belgio, Cile, Venezuela, Colorado-USA), affronta gli effetti della guerra in Siria sul suo Monastero, situato ai piedi di montagne al confine con il Libano sulle cui alture Al-Qaeda e ISIS insidiosamente si nascondono.

Il monastero divenuto, bersaglio di attacchi terroristici, accoglie orfani, vedove, rifugiati (cristiani e sunniti, vittime di una guerra fratricida che dal 2011 ha prodotto caos e devastazione dal nord al sud della Siria; mentre Agnes persegue la missione di fornire aiuti umanitari (cibo, vestiti, medicine) ai siriani impossibilitati ad espatriare. Al centro del film non è la guerra, ma la condizione umana in tempo di guerra: un viaggio materiale e spirituale, una “storia d’amore” la cui destinazione finale sarà Roma

Nella ricerca personale sul “Tempo” come idea-guida delle riprese, il film tenta di cogliere tempo mitico, tempo cronologico, tempo liturgico o kairos, colto nell’oscillazione fra realtà quantitativa e “dilatazione” del presente.

Silvana Lazzarino