Ugo De Angelis - In quella foto c'e' Maria

Scritto da Occhio dell'Arte il 27 Marzo 2014 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

Oggi vogliamo parlarvi di un  libro che riguarda  anche il territorio dove l'Occhio dell'Arte opera culturalmente. Trattasi di  un'opera di cui parleremo anche  durante la prossima edizione del NettunoPhotoFestival, il prossimo agosto.

Confidiamo in una numerosa partecipazione popolare; i relatori sono ancora in via di definizione ma l'appuntamento si annuncia interessante e molto ben articolato.

Vi aspettiamo!

Lisa Bernardini

Presidente Occhio dell'Arte 

 

L'autore e' Ugo De Angelis.

Il titolo del volume:

"In quella foto c’è Maria"

Storia di virtù, crudeltà e pentimento

NANE EDIZIONI NAPOLI


Ugo De Angelis e'  architetto, ricercatore e consulente storico dell’Archivio vaticano della C.D.F. ex Sant’Uffizio, che da anni studia il contesto territoriale dell’ex campagna romana. Questo libro racconta una storia. Una storia di virtù, crudeltà e pentimento, per l’esattezza, che commuove e invita alla riflessione. L’autore sceglie la strada della narrazione a bassa voce e, con tono pacato, ricostruisce la vita contadina della campagna romana di inizi ‘900: quel contesto rurale rivive attraverso un resoconto dettagliato e diviene lo scenario spaziale e geografico in cui si collocano azioni e personaggi che circondano ma non adombrano la composta figura della piccola Maria, figlia dei braccianti Goretti, divenuta straordinario esempio di dignità. Le ingiustizie, gli oltraggi, le ferite si ribaltano in una nuova prospettiva, quella del punto di vista discreto di un osservatore che guarda le cose per comprenderne il significato, senza esprimere un giudizio o un’opinione, ma lasciando al lettore il compito di fare ciò che è legittimo: interrogare lastoria.

IL LIBRO, BASATO SU UNA IMPORTANTE SCOPERTA ICONOGRAFICA E SU RICERCHE STORICHE E CRIMINOLOGICHE, RICOSTRUISCE CON DETTAGLIATO REALISMO LA REALTA’ DOCUMENTALE DEL DELITTO E DEL SUO CONTESTO STORICO – TERRITORIALE, DAL QUALE EMERGE LA GRANDEZZA DI UNA BIMBA DIVENUTA SANTA.

La nostra storia ha origine dal ritrovamento di un’anonima e sfocata fotografia raccolta dall’autore nel vecchio album di una nobile famiglia dell’allora aristocrazia romana (Gori Mazzoleni). Incuriosito da quell’immagine intraprende un viaggio a ritroso che lo porterà ad individuare il possibile ritratto di Santa Maria Goretti, all’interno di un contesto cortilizio di vita contadina, alcuni mesi prima della tragica tentata violenza che la portò alla morte il 6 luglio del 1902. Ma il ritrovamento passa attraverso un fortunato e forse “già scritto” percorso contraddistinto da significative coincidenze e favorevoli circostanze che nel maggio del 2004 vede l’autore vicino all’allora Cardinale Joseph Ratzinger nella visita nei luoghi del martirio, la sua missiva, le successive ricerche su dimenticati e polverosi documenti custoditi presso gli archivi vaticani e le preziose indicazioni dell’ultracentenario padre Passionista Fortunato Ciomei, rintracciato in un lontano convento in Sardegna. La vicenda, pubblicata sulla prima pagina del settimanale Famiglia Cristiana, sul quotidiano Avvenire e divulgata da diversi social network, ha suscitato persino l’interesse delle numerose comunità cristiane d’oltreoceano. Altre inedite immagini fotografiche degli insediamenti rurali e dei protagonisti: i ritratti della Contessa Maria Bruschi Falgari e del marito Attilio Gori Mazzoleni, il fontanile dove Maria attingeva l’acqua ed inoltre, i terreni coltivati dai Goretti-Serenelli, l’aia con ancora visibili i solchi delle ruote della Barozza guidata da Assunta quel 5 luglio 1902 nella trebbiatura del favino, Menotti Garibaldi al fianco del carro ambulanza della C.R.I., il ponticello seicentesco attraversato da Maria per recarsi nel Casale di Conca, vestigia di carri agricoli dei Gori Mazzoleni scoperti recentemente all’interno di un vecchio granaio ed infine cartografie e documenti d’archivio, estendono e rivelano nuove ed interessanti verità, svelano luoghi originali e fatti sconosciuti, come la violenza psicologica ed economica subita dalla famiglia Goretti all’interno delle mura domestiche. Quel contesto di intrighi e cinica panificazione, vede complici i due coabitanti, Giovanni Serenelli e il figlio Alessandro. Mentre l’esame balistico tratto dal verbale dell’autopsia rivela altresì, in tutta la sua estrema crudezza, la vera dinamica della brutale furia omicida. Purtroppo il fenomeno della violenza domestica sulle donne è un tema ancora attuale, che oggi si ripropone nella nostra società, in tutta la sua drammatica realtà. Tutto questo, l’aberrante delitto, la storia raccontata attraverso la voce dei suoi protagonisti, il percorso carcerario dell’assassino e così il contesto socio culturale viene descritto nel libro, con meticoloso e realistico dettaglio, tanto che potrebbe prestarsi anche ad una possibile sceneggiatura, dove la sequenza delle immagini trarrebbe vita dalla lettura del testo le cui fonti sono costituite da vecchi manoscritti e documenti vaticani.

Il Mons. Alejandro Cifres, Direttore dell'Archivio Vaticano della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant’Uffizio), in occasione della prima presentazione del libro dell’11 luglio scorso presso l’ex Granaio di Borgo Montello, al termine del suo intervento si è così espresso: "…..Il caso della Goretti costituisce perciò un altissimo riferimento morale, che, a mio avviso, rende la sua figura atta ad essere assurta come protettrice di tutte le donne vittime di violenza".


La foto che correda il presente articolo di blog e' gentilmente offerta dall'Autore Ugo De Angelis, che e' anche il soggetto ritratto nell'immagine