Elena Melloni

Scritto da Occhio dell'Arte il 25 Aprile 2014 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

Elena Melloni è nata e vive a Pieve di Cento, in provincia di Bologna.

Ha iniziato a fotografare all’età di 16 anni. Dopo la laurea in Statistica Economica all’Università di Bologna, l’interesse e la passione per la fotografia si sono ulteriormente accentuate e nel 1994 entra a far parte del Foto Club “il GUERCINO” B.F.I. del quale divine prima Vice Presidente poi nel 2002 viene eletta Presidente fino alle dimissioni del 2012. Ha vinto numerosi premi fotografici nazionali, sue foto sono state esposte in molte mostre e pubblicate in alcuni libri. Tiene corsi di fotografia per adulti e bambini ed è autrice di audiovisivi fotografici.

Nel 2005 la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) le ha conferito l’onorificenza AFI (Artista della Fotografia Italiana). Nel 2008 è stata assistente fotografa di Franco Fontana al Toscana Foto Festival. E’ stata ideatrice e curatrice di sette edizioni di ArtePhoto, a Cento, biennale di fotografia che comprendeva un concorso nazionale e mostre di grandi autori nazionali ed internazionali, ha collaborato a con importanti autori, maestri e critici fotografici. Suoi lavori, foto, portfolio e audiovisivi sono stati esposti e proiettati a Cento, Pieve di Cento, Vigarano M., Bressanone, Verona, Torri del Benaco, Garda, Catania, Bologna, Genova, Mantova, Trevignano, Torino, e altre città.  

 

L’UFFICIO PROVVISORIO

di Elena Melloni

Il Progetto nasce dall’intento dell’autrice di trasmettere una sensazione, un mix di sentimenti, paure, ansie, insonnie talmente profonde da non riuscire a capire nemmeno dove si trovano.

Allo stesso tempo vuole cercare un linguaggio che non sia banale, comune, stra-usato e di facile lettura. 

Vorrebbe dire e non dire allo stesso tempo.

Vorrebbe che le persone potessero interpretare, interiorizzare e far loro quelle immagini grazie ai pochi elementi noti.

Non vuole mostrare rovine, morti, tende, volti tristi, campi e crolli.

Vuole mostrare qualcos’altro. 

Vuole mostrare quello che non si vede e che non fa notizia.

Ma ecco che pian piano prende forma l’idea: il banale vissuto quotidiano, che va avanti sempre e comunque, ma trasformato nelle linee e nei contenuti.

 

Testo critico di Luigi Erba

Degli oggetti racchiusi nel formato Polaroid: un ventilatore, una forbice, una cucitrice, altri elementi cartacei racchiusi in uno scatolone, diversi scatoloni. 

Lo sguardo posa fuori da una grata verso uno spazio verde, un pupazzo ammicca ironicamente su fogli e libri.

Tutto provvisorio, posato là in attesa … Non è un trasloco, ma un ufficio provvisorio quello in cui lavora l’autrice. O meglio è quello che ha riassemblato dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia nel maggio scorso anno che si è come fermato sul calendario.

Così l’autrice ricrea fotograficamente una situazione quotidiana attraverso una sostanza poetica di colore, atmosfere, rendendo poetica una situazione di per se stessa drammatica. Tutto leggero, lievitante ma persistente.