Giuliana Mariniello

Scritto da Occhio dell'Arte il 26 Aprile 2014 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

Giuliana Mariniello, che vive e lavora a Roma, è particolarmente interessata agli aspetti teorici della fotografia e porta avanti da diversi anni una  ricerca artistica personale. I suoi temi privilegiati sono il paesaggio urbano, la rappresentazione del femminile,  il rapporto tra  sacro e  profano, le trace del tempo, il tema della visione. Ha realizzato circa 40 di mostre personali e collettive in Italia (Roma, Napoli, Siena, Ragusa, Pavullo) e all'estero (Parigi, Arles , New York, Los Angeles, Tel Aviv, etc.)  e ha ricevuto diversi premi tra cui il Kodak Elite Award e il Premio Photofolio ai Rencontres Internationales de la Photographie di Arles . Ha inoltre partecipato a vari seminari con noti fotografi italiani e stranieri: F. Fontana, M. Cresci, F. Jodice, M. Galimberti. G. Gastel, F. Vaccari, M. Ackerman, M. Botman, D. Kirkland, A. Webb e G. le Querrec. 

Ha curato diverse mostre (tra cui G. Berengo Gardin, F. Cito , H. Stein, R. Cagnoni e C. García Rodero ) e scrive regolarmente articoli  e saggi di fotografia anche per la rivista FOTOIT della FIAF. Ha pubblicato La Città visibile ( 2007), Women x Women  (2011) il saggio Sulla fotografia giapponese contemporanea (2013) e il volume  Marilyn forever (2013). Inoltre  Giuliana Mariniello ha insegnato letteratura inglese presso l'Università "L'Orientale" di Napoli e ha pubblicato numerosi libri e saggi su Shakespeare, il Rinascimento inglese, la letteratura di viaggio e le relazioni interculturali tra l'Oriente e l' Occidente.

www.giulianamariniello.it

FB: giulianamariniello

 

"Manifest-azioni

e' un progetto fotografico di Giuliana Mariniello

“L’utilizzo dell’immagine strappata dei manifesti dai ready made è ormai un classico che ha caratterizzato la fotografia di Giuliana Mariniello. Fotografia nella fotografia che ha profondi rimandi e memorie. Senz’altro Nino Migliori, ovviamente Mimmo Rotella. E’ quindi un tema caldo che in questo insieme la Mariniello affronta con una propria autonomia visiva. E’ un lavoro questo fortemente simbolico, che paradossalmente si avvia ad una diversa esecuzione del ritratto. Questi frammenti infatti così si delineano con diverse fisionomie in cui il dettaglio è fortemente simbolico e si associa ad una scrittura presente, citata quasi come Jirì Kolàr nella sua polimatericità.”

(Luigi Erba)