NEL NUOVO ROMANZO DI ISA GRASSANO ROMA DIVENTA PROTAGONISTA

Da Santa Maria in Aracoeli alla Fontana delle Tartarughe, fino al Verano: la Capitale accompagna Arabella, la «Bridget Jones made in Italy», tra seconde possibilità, identità e scelte di vita.

Presentazione il 22 giugno alla Mondadori Bookstore di Galleria Sordi

Una quotidianità forgiata dagli addii che, ironia della sorte, sembra proprio non volerne sapere della parola “fine”. È da qui che prende forma A volte è complicato, il nuovo romanzo della giornalista e scrittrice lucana, ma bolognese d’adozione, Isa Grassano, pubblicato da Giraldi Editore che sarà presentato a Roma, lunedì 22 giugno, alle ore 18.30, alla Mondadori Bookstore di Galleria Sordi. A dialogare con l’autrice sarà l’ideatrice di eventi culturali Angela Maria Greco, con letture della giornalista Carola Carulli.

Dopo l’amato Un giorno sì un altro no, l’autrice riporta tra le pagine Arabella, la protagonistachelavora nel funerario trasformando ricordi, assenze e memorie in contenuti digitali – è statadefinita la «Bridget Jones made in Italy» (da Elle)– ma è più consapevole, ironica e inquieta, sentimentale e lucida nel raccontare quel territorio emotivo dove le relazioni adulte smettono di essere semplici. Un territorio fatto di libertà e sensi di colpa, sorprese e ritorni di fiamma, desiderio e paure, di crepe invisibili e quel bisogno di “voler vivere”, ma anche di ascoltare il cuore, in più di un senso. Tra colpi di fulmine, messaggi improvvisi e ritorni che accendono la pelle, Arabella si ritrova così davanti alle domande più scomode: esistono davvero le seconde possibilità? Chi vogliamo davvero diventare?

Un romanzo che, con leggerezza riflessiva, un pizzico di sarcasmo e uno sguardo contemporaneo sull’attualità, parla sì di sentimenti, di uomini – Ludo in primis – ma soprattutto di identità e del coraggio di smettere di aspettare.

L’ambientazione, come nel precedente romanzo, è a Roma, una città che Isa Grassano ama avendovi vissuto durante gli anni universitari. E nel libro la Capitale diventa molto più di uno scenario. Tra le pagine affiorano luoghi simbolici e angoli meno noti che accompagnano le svolte della protagonista. Dalla Chiesa di Santa Maria in Aracoeli, raggiunta attraverso la celebre scalinata di 124 gradini e scelta come cornice del matrimonio di Arabella – la stessa dove nel 1341 Francesco Petrarca fu incoronato poeta -, fino alla Fontana delle Tartarughe nel cuore del Ghetto, amata anche da Pier Paolo Pasolini che la cita nella raccolta «Alì dagli occhi azzurri».

Alcune pagine conducono inoltre al Cimitero Monumentale del Verano, inevitabile presenza nella vita professionale di Arabella. Accanto alla Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, il Verano appare come una vera città nella città: ottantatré ettari di storia, arte e memoria dove riposano personalità come Alberto Sordi, Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti, Gianni Rodari, Grazia Deledda e Vittorio Gassman. Un luogo che nel romanzo diventa occasione di riflessione sul ricordo, sul tempo che passa e sulle tracce che ciascuno lascia dietro di sé, ma anche sulle tante curiosità che si nascondono tra le sue tombe monumentali.

Roma è presente nei suoi vicoli, nelle piazze, nelle attese e nei ritorni, tra il fascino senza tempo dell’Isola Tiberina, i dintorni di Castel Sant’Angelo e gli scorci che fanno da sfondo ai dubbi, alle speranze e alle scelte della protagonista.

Con ironia, leggerezza e profondità, Isa Grassano – giornalista che collabora con numerose testate nazionali e da sempre attenta cacciatrice di storie – firma un romanzo che parla di amore, identità, amicizia e seconde possibilità, restituendo uno sguardo contemporaneo sulle relazioni e sul bisogno, sempre attuale, di capire chi vogliamo diventare. Oltre Roma, il libro conduce i lettori a Bologna, Sorrento e tra le Dolomiti Lucane e affronta temi contemporanei che attraversano la vita di molti: dai disturbi dell’umore alle coppie bianche, passando per la sempre più diffusa tendenza a consultare i tarocchi.

A raccontare l’anima del romanzo A volte è complicato contribuisce anche la copertina: una valigia aperta, una décolleté rossa e una sneaker. Due strade, due energie, due modi diversi di stare nel mondo. In mezzo, «quel passo che non è mai quello più facile». Come si legge tra le pagine: «Eppure continuiamo a camminare, perché sono proprio quei segni silenziosi di resistenza a testimoniare che, nonostante tutto, siamo ancora qui».