Il “cavallo ideale” di Leonardo da Vinci

Si è svolta nella mattinata di giovedì 9 giugno dalle 11.00 alle 13.00, all’interno della sede del Parlamento Europeo la Conferenza: Il “cavallo ideale” di Leonardo Da Vinci organizzata dalla Venus Entertainment di Ivan Antonio Giampietrocon la partecipazione e collaborazione del Centro per L’UNESCO di Firenze e dell’International Committee Leonardo da Vinci – Leonardo The Immortal Light. L’apertura è stata affidata ai saluti del Dr. Fabrizio Spada quale rappresentante del Parlamento Europeo.

Per l’occasione si sono riuniti i più grandi esperti e gli studiosi del talento universale del Rinascimento e genio della “proporzione divina”: il Prof. Martin Kemp (intervenuto tramite video registrazione), il Prof. Jean-Charles Pomerol, la Dott.ssa Annalisa Di Maria, il Dott. Jacques Franck, il Dott. Stefano Fortunati, il Dott. Silvio Balloni e il Dott. Andrea da Montefeltro.

Nel corso della conferenza è stata presentata da Annalisa Di Maria – in anteprima stampaunopera attribuita a Leonardo da Vinci e recentemente scoperta in collezione privata francese: si tratta di una sanguigna bifacciale su carta, nel formato 45,3×27,5 cm e databile tra la fine del XV l’inizio del XVI secolo.

Il disegno a sanguigna, verticale nella parte frontale, rappresenta un “cavallo ideale”, interamente elaborato sulla base delle proporzioni della “sezione aurea” del De Architectura di Vitruvio, notoriamente basate sui rapporti matematici del “numero aureo” – somma di bellezza e armonia – che Leonardo studiò ed illustrò nel libro Summa de Arithmetica, Geometria, Proportioni et Proportionalita e della Divina Proportione delfratetoscano Luca Pacioli, riconosciuto universalmente il fondatore della ragioneria.

La presenza di un numero raro e misterioso nel disegno recentemente scoperto in collezione privatarivela, secondo il Prof. Jean Charles Pomerol, una perfetta e impareggiabile padronanza della matematica. Sul retro della carta, è presente uno studio orizzontale e più abbozzato – sempre a sanguigna – di un cavallo con proporzioni reali.

La presentazione dell’opera è inoltre un’occasione per approfondire ulteriormente l’analisi della tecnica pittorica di Leonardo da Vinci, l’influenza primaria del Neoplatonismo nella concezione dei suoi lavori nonché l’ampio utilizzo di strumenti scientifici alla base di tutte le creazioni del genio del Rinascimento.

La sua indiscussa fama già tra i contemporanei gli permise di frequentare le più grandi corti europee e di ricevere, tra le altre,  numerose committenze equestri: questo disegno, così come elaborato ed impostato, potrebbe essere lo studio per un monumento scultoreo e, dal punto di vista stilistico, la meticolosa elaborazione tecnica e la bellezza estrinseca ci indicano la tecnica raggiunta da Leonardo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, quando, attraverso il gioco di luci e ombre ed il tratteggio volto nella direzione del movimento, metteva in risalto la muscolatura imponente e la forte espressività del soggetto.

Per diversi decenni Leonardo da Vinci ha riempito i suoi taccuini con disegni e studi di cavalli e, nonostante molti di questi andarono perduti, in particolare un trattato cui Giorgio Vasari con Le vite prima e Giovanni Paolo Lomazzo con il Trattato de l’arte de la Pittura poi facevano riferimento, ad oggi sono stati inventariati numerosi schizzi e disegni, alcuni anche di dimensioni maggiori rispetto all’opera in esame, aventi per soggetto il tema del “cavallo”.

Tuttavia il disegno recentemente scoperto in collezione francese mostra forse il più riuscito esemplare di “cavallo ideale” tra i soggetti equini noti sino ad oggi: la scoperta di questa opera ed il relativo studio sono dunque di grande importanza poiché raccolgono gli anni di studi di Leonardo volti alla ricerca della “perfezione”.

Oltre alla tecnica, alla materia e all’impressionante uso della matematica, le analisi scientifiche hanno guidato l’attribuzione di questo disegno per mano del maestro: in particolare la presenza di studi sottostanti il foglio e le annotazioni riconducibili alla grafia unica ed atipica di Leonardo.

Per la datazione, oltre all’analisi scientifica del Carbonio 14 – che ha confermato la compatibilità cronologica – gli studi diagnostici, realizzati dalla Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino, sonoriusciti a datare il foglio alla fine del XV secolo, anche grazie alla comparazione con carte aventi le stesse caratteristiche ed in particolare ad una carta trovata nell’Archivio della famiglia Ginori Lisci di Firenze.

Il Prof. Martin Kemp, è intervenuto illustrando i suoi studi sul codice Leicester e sul Leonardo da Vinci Network. Il professor Jean Charles Pomerol, invece, ha parlato dell’importanza della matematica al rinascimento e rivelato una scoperta sulla metodologia di Leonardo nell’applicazione del numero d’oro sul disegno del cavallo, elaborato totalmente su questa base.

In occasione della conferenza internazionale è stato inoltre proiettato un video relativo allo studio simbolico (Platonismo) e spirituale (Cristianesimo)de L’ultima Cena che spiega, grazie anche agli studi del Prof. Raoul Perrot, le identità dei modelli utilizzati per i dodici Apostoli.

Per l’occasione lo scultore Andrea da Montefeltro è stato incaricato di realizzare due opere celebrative dedicate al grande Leonardo in pietra arenaria da donare al Governo Italiano e al Governo Francese. A rititarle: il sindaco di Pescara Carlo Masci e il Senatore Nazario Pagano in rappresentanza del Senato della Repubblica Italiana e il vice direttore dell’istituto di Cultura Francese Herve Clement, per l’occasione, in rappresentanza dell’ambasciata francese a Roma.

La Conferenza è stata registrata ed è disponibile su richiesta alla fruizione stampa.

Relatori

Martin Kemp – E’ storico dell’arte, tra i massimi esperti internazionali di Leonardo da Vinci. Professore emerito di Storia dell’Arte a Oxford, ha svolto la sua preparazione accademica a Cambridge, laureandosi e specializzandosi in Scienze Naturali e Storia dell’Arte, proseguendo poi come ricercatore al Courtauld Institute of Art. È stato ricercatore alla British Academy di Londra ed ha insegnato presso le Università di St Andrews e di Glasgow. Ha curato la mostra Leonardo 500 presso la National Gallery di Londra nel 2019 ed è l’ideatore del progetto “The Universal Leonardo”.

Jean-Charles Pomerol – E’ professore di Matematica, Informatica e Intelligenza Artificiale presso la Facoltà di Scienze dell’Università Sorbonne di Parigi. E’ inoltre professore emerito di Scienze dell’Università Pierre et Marie Curie – UPMC.

Annalisa Di Maria – Studiosa di Leonardo Da Vinci, è consigliera direttiva del comitato di esperti di arte e letteratura del Centro per l’UNESCO di Firenze. I suoi studi si concentrano sull’iconografia pittorica rinascimentale ed in particolare sugli artisti e sui filosofi della cerchia dell’Accademia Neoplatonica di Marsilio Ficino a Firenze.

Jacques Franck – E’ storico dell’arte e pittore, consulente presso Istituzioni internazionali per lo studio della tecnica pittorica di Leonardo da Vinci. Il suo esercizio di “copia critica” lo ha portato a riscoprire la tecnica della “fusione complessa” che Leonardo ha utilizzato in alcune delle più celebri opere del Museo del Louvre di Parigi come la Vergine delle Rocce, la Belle Ferronnière, la Gioconda, la Sant’Anna e il San Giovanni Battista.

Stefano Fortunati – Perito calligrafo, esperto di carta antica e manoscritti rinascimentali. E’ presidente dell’Associazione Autografia-Periti Calligrafi Certificatori e consulente per Sotheby’s e per Galileum Autografi. E’ inoltre membro del The Manuscript Society ed Appraiser per il territorio europeo e della UACC-Universal Autograph Collectors Club.

Silvio Balloni – E’ dottore di ricerca internazionale (PhD) in Italianistica e curatore dell’Archivio Ginori Lisci di Firenze.

Andrea da Montefeltro – Laureato in Biologia Molecolare è attivo nella ricerca scientifica in ambito artistico ed è membro del comitato di esperti di arte e letteratura del Centro per l’UNESCO di Firenze. E’ inoltre scultore di fama internazionale, insignito nel 2013 dall’ONU del “Premio Internazionale della Pace nel Mondo” per l’opera Il fuso della pace.

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