Intervista a Chiara Vergani – Concorso internazionale “La magia del Natale” – Officina Mediterranea di Matera, con il patrocinio del Consiglio della Regione Basilicata


Chiara Vergani, congratulazioni per il Premio della Stampa e il secondo premio per saggio inedito al concorso internazionale “La magia del Natale”. Come ha vissuto questa esperienza?

È stata un’esperienza emozionante e gratificante. “La magia del Natale” non è solo un concorso letterario: raccoglie musica, pittura, poesia, racconti e saggi, e coinvolge anche le scuole. Ricevere un riconoscimento tra tante opere così diverse e di alto livello è una conferma che il focus del mio saggio è stato compreso e apprezzato.

Il suo saggio si intitola “Sconnetti l’odio. Una guida contro il bullismo e il cyberbullismo”. Da dove nasce l’idea di scriverlo?

Nasce dall’urgenza di affrontare un fenomeno che riguarda sempre più ragazzi e adulti: il bullismo, nella vita reale e sul web. Volevo creare una guida pratica, che non si limitasse a descrivere i problemi, ma offrisse strumenti concreti per difendersi, per proteggere gli altri e per riconoscere i segnali di violenza e di esclusione.

Il titolo è molto incisivo. Che significato ha per lei “Sconnetti l’odio”?

È un invito a interrompere i circuiti dell’odio, a non alimentare le dinamiche negative che spesso si propagano online o nei contesti scolastici. Vuol dire prendere consapevolezza, agire in prima persona e restituire senso di responsabilità a chi subisce o assiste a violenze psicologiche.

Il concorso ha avuto un forte coinvolgimento delle scuole. Quanto è importante educare i ragazzi a queste tematiche?

Fondamentale. La prevenzione inizia dalla consapevolezza. Parlare di bullismo, cyberbullismo e rispetto nelle scuole significa dare strumenti concreti ai ragazzi, ma anche incoraggiare insegnanti e genitori a non sottovalutare il problema. Ogni piccolo gesto di attenzione può fare la differenza.

Che messaggio vuole lasciare ai lettori con questo premio e con il suo saggio?

Che l’odio non è inevitabile e può essere contrastato. La cultura, la parola scritta, l’educazione sono armi potenti per difendere chi è vulnerabile e costruire una società più rispettosa. Se anche solo una persona si sente meno sola o più forte leggendo Sconnetti l’odio, allora il premio ha raggiunto il suo scopo.