Italy Now arriva a New York: presentata da Campari la testata in dieci lingue che
racconta l’Italia oltre la cartolina
NEW YORK, 14 ottobre 2026. Italy Now, la testata dedicata all’Italia che pubblica in dieci
lingue ed è letta in 113 Paesi, è stata presentata ieri sera nella sede newyorkese di Campari
Group. Davanti a un pubblico di giornalisti, diplomatici, imprenditori ed esponenti della
comunità italoamericana, le co-fondatrici e condirettrici Alina Trabattoni e Sabina
Castelfranco hanno presentato il progetto originalmente lanciato a Roma il 10 giugno 2026
alla Stampa Estera, fedele alla sua promessa editoriale: l’autenticità è il nuovo lusso.
In apertura della presentazione, Italy Now ha annunciato una nuova partnership con l’agenzia
di stampa italiana Askanews, che si affianca all’accordo con La Voce di New York e
America Oggi, principali testate in lingua italiana di New York, come media partner della
testata negli Stati Uniti.
Il keynote è stato affidato a Giuseppe Pastorelli, Console Generale d’Italia a New York, che
ha descritto l’eccellenza italiana come “una storia di cooperazione, di artigianalità, di senso
dell’eleganza e della tradizione, di gusto, di produttività innovativa e di intelligenza tecnica,
di cura del dettaglio e di creatività”.
“Se devo pensare a quale sia lo scopo ultimo del Made in Italy, direi che è migliorare la vita
di chi, in tutto il mondo, lo sceglie”, ha aggiunto. “È questa la storia che sono certo Italy Now
racconterà, e noi saremo vostri lettori.”
Joe Gulino, Vice Chair International della National Italian American Foundation (NIAF), ha
dichiarato: “Il nostro legame con l’Italia non può riguardare solo il suo passato. L’Italia è
anche un Paese di imprenditori, scienziati, ricercatori, designer e creativi che ne costruiscono
il futuro, ed è questo che mi entusiasma di Italy Now.” E ha aggiunto: “Autenticità significa
conoscere l’Italia oltre gli stereotipi e mantenere un rapporto genuino con il Paese così com’è
oggi.”
Claudio Pagliara, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York e per 25 anni
corrispondente della Rai, ha parlato di notizie “soft, e così potenti, dell’Italia che merita
davvero di essere capita”, citando gli scienziati e i ricercatori italiani che si affermano a New
York dopo essersi formati in Italia: “È anche la prova che il nostro sistema universitario è
molto valido”, ha aggiunto.
La scrittrice Maria Laurino, il cui libro “Were You Always an Italian?” prende il titolo da una
domanda che le rivolse Mario Cuomo, ha ringraziato le fondatrici “per portare queste storie e
tradizioni a tante altre culture e terre”.
Italy Now – Now News Ltd
20 Wenlock Road – London – N1 7GU – United Kingdom
Jorge Blanco, North America Creative Director di Davines, l’azienda di cosmetica di Parma
oggi presente in 90 Paesi e ancora di proprietà della famiglia fondatrice, ha dichiarato: “Non
si tratta di esportare l’Italia fine a se stessa. Si tratta di esportare valori nati in famiglia.” Per
Davines, ha spiegato, questi valori si riassumono in due parole: artigianalità e convivialità.
Federica Marchionni, CEO di Global Fashion Agenda, già presidente di Dolce & Gabbana
USA e CEO di Lands’ End, ha sintetizzato così il rapporto tra i due Paesi: “L’Italia ti dà il
know-how e la saggezza. L’America ti dà la scala.” Sulla sostenibilità ha detto: “È una
necessità che va oltre le convenienze politiche. Al pianeta non importa da che parte votiamo.”
David Cleevely, imprenditore e business angel, tra gli artefici del “Cambridge Phenomenon”
e investitore dell’iconico ristorante italiano londinese Bocca di Lupo, ha raccontato la catena
di incontri tra Regno Unito, Stati Uniti e Italia all’origine di quel progetto: “Niente di tutto
questo è stato fortuna. La serendipità non accade per caso.”
L’attore e regista Paul Borghese, già presidente nazionale della Guild of Italian American
Actors, ha presentato il suo documentario “Beyond Wiseguys: Italian Americans and the
Movies”, sostenendo che gli attori italoamericani sono capaci di interpretare “molto, molto di
più” dei ruoli da wise guy. Borghese sta inoltre dirigendo un documentario sui cento anni
della Festa di San Gennaro a Little Italy.
A chiudere gli interventi è stata Ilaria D’Uva, CEO di D’Uva, l’azienda fiorentina fondata dal
padre, che nel 1959 creò le prime audioguide per i musei italiani: “Diamo voce ai musei.
Cerchiamo la singola storia che si nasconde dietro un reperto, un dipinto, una scultura, per
raccontarla a chi visita il museo.”
“Dare voce all’Italia è, in fondo, ciò che fa ognuno in questa sala, ciascuno a suo modo”, ha
detto Sabina Castelfranco nel suo intervento di chiusura. Alina Trabattoni ha aggiunto: “Ciò
che unisce tutte le voci di stasera è l’Italia che vogliamo raccontare e celebrare: reale,
contemporanea e molto più grande della cartolina.”
Italy Now e la consorella editoriale Now Media sono state selezionate per l’incubatore
SPARK 2.0 del King’s College, Università di Cambridge. La serata si è conclusa con un
brindisi all’Italia, a New York e agli Stati Uniti.
Italy Now è online all’indirizzo www.italynow.co.uk.
Nella foto Alina Trabattoni
Co-fondatrice e Condirettrice, Italy Now