Premio “Note di Pace”, Sara Pastore abile organizzatrice della seconda edizione in nome della pace. Donata ad Enrico Mentana anche una sua opera. 

ROMA – La pace come responsabilità collettiva, valore universale e impegno quotidiano. È stato questo il filo conduttore della seconda edizione del Premio “Note diPace”, svoltasi martedì 13 ottobre 2026, nella prestigiosa Aula Consiliare GiorgioFregosi di Palazzo Valentini, a Roma. 

Un appuntamento dedicato alle associazioni laiche e religiose, alle realtà del volontariato e alle personalità che, attraverso il proprio operato, contribuiscono concretamente alla promozione della pace, della solidarietà e del dialogo.

Soddisfatta della manifestazione SaraPastore, ideatrice e organizzatrice dell’iniziativa, oltre che direttrice artistica e conduttrice dell’evento:  ha saputo intrecciare linguaggi diversi – musica, arte, cinema e testimonianze civili – in un percorso capace di restituire alla parola “pace” il suo significato più autentico. Non soltanto un ideale da evocare, ma una scelta da tradurre in gesti, relazioni e responsabilità condivise.

Presente all’incontro l’On. Yuri Trombetti, presidente della Commissione Patrimonio di Roma Capitale. 

Tra i partecipanti, Sua Eccellenza VladimirKarapetyan, Ambasciatore in Italia della Repubblica d’Armenia, insieme a rappresentanti del mondo del giornalismo, delle istituzioni, della cultura, dell’associazionismo e dell’impegno sociale.

Significativa la dedica a Suzan Altun, sopravvissuta al genocidio armeno del 1915: un richiamo doloroso alla storia e alle ferite che attraversano i popoli, ma anche un invito a custodire la memoria come strumento di consapevolezza e prevenzione di nuovi conflitti.

La manifestazione ha dato spazio anche alla forza espressiva della musica. È stata presentata la nuova versione del videoclip del brano “The War” di Sara Pastore, con la partecipazione di Giuseppe Pambieri. Ad arricchire il programma, le esibizioni della stessa Pastore e del cantante sassofonista Pierluigi Celico, oltre all’intervento dell’EsperanzaChoir, diretto dal maestro Roberto Chioccia.

Ampio spazio è stato riservato alle arti visive con il vernissage“Pace”, che ha riunito le opere di Mario Russo, Sara Cenfra, Teresa Coratella, Donatella Di Francia, Lucia e Feliciana Di Spirito, MatildeTucci. Un dialogo tra sensibilità artistiche differenti, unite dalla volontà di trasformare la creatività in un messaggio di incontro e speranza. 

Presente anche il cinema, con il riconoscimento a Luca Arcangeli per il film“The Clouds of Odessa”, premiato al festival “Inventa un Film” di Lenola.

Tra le personalità intervenute figuravano tragli altri i giornalisti Enrico Mentana, Alessio Gallicola,  e la giornalista e Presidente dell’Occhio dell’Arte LisaBernardini, insieme a Manuela Biancospino, presidente UGEF Ambasciatori di Pace, e Franco Mariotti, sindacato dei giornalisti cinematografici italiani. 

Ad Enrico Mentana e’ stata consegnata in aggiunta al riconoscimento previsto anche un’ opera del 2022 di Sara Pastore dal titolo “LA FIN D’UNE HISTOIRE….MAIS AUSSI LE DEBUIT D’UNE HISTOIRE” (grosso modo il significato: nella vita è un continuo rinascere…qualcosa si perde ma si va avanti). Litografia su tela tecnica mista con olio e tempera. Il noto giornalista ha particolarmente apprezzato l’omaggio. 

Presenti inoltre rappresentanti del mondo sociale e culturale, tra cui Emergency, Unitalsi Lazio.

Il Premio “Note di Pace” si è così confermato un’occasione di incontro tra esperienze e sensibilità diverse, unite dalla convinzione che la costruzione di una società più giusta passi attraverso la cultura, la memoria, l’inclusione e la capacità di riconoscere nell’altro una persona con cui dialogare, non un avversario da combattere.

Per Sara Pastore, la riuscita della seconda edizione rappresenta soprattutto la possibilità di dare continuità a un progetto in cui la cultura diventa veicolo di consapevolezza e la pace si traduce in un impegno concreto. Un messaggio affidato alla musica, alle immagini, alle parole e alle testimonianze di quanti, ogni giorno, scelgono di lavorare per un mondo meno diviso.

Perché la pace non si esaurisce in una cerimonia né in una dichiarazione di intenti: prende forma attraverso le scelte quotidiane, la responsabilità individuale e la volontà di costruire ponti tra le persone e i popoli.