Convegno internazionale a Verona presso Palazzo di Gran Guardia per le celebrazioni dei 450 anni dalla scomparsa di Benvenuto Cellini

Al Convegno che si svolge il 3 novembre 2021 alle ore 17.00 viene svelata con certezza la paternità dell’Autoritratto attribuito a Benvenuto Cellini

Artista fiorentino tra i più interessanti protagonisti della scena rinascimentale. Benvenuto Cellini (Firenze, 3 novembre 1500 – Firenze, 13 febbraio 1571) oltre ad essere stato uno straordinario orafo e scultore dal tratto raffinato, elegante e accurato nel valorizzare i dettagli, si è dedicato anche alla scrittura realizzando una sua autobiografia, una serie di poesie, due Trattati Sull’oreficeria e Sulla scultura e scritti sul disegno e l’architettura. Dal temperamento inquieto e ribelle. iroso e prepotente tanto da essere appellato “orafo sanguinario” Cellini spesso invischiato in liti e risse con orafi rivali, mostra presto la sua precoce abilità nella scultura e nel cesello durante la frequentazione delle più importanti botteghe fiorentine, tanto da raggiungere la notorietà. Questo gli consente di spostarsi a Roma dove rimane per un lungo periodo godendo della protezione di Clemente VII, per poi giungere anche in altre città tra cui Mantova, Ferrara e Venezia. Oltre che per il pontefice per il quale lavorò monete, medaglie e sigilli, Cellini fu presso Francesco I di Francia per il quale realizzò oggetti di grande gusto e raffinatezza come la celebre Saliera. Accanto al grande cesello argenteo realizzato da lui e ultimato da Guglielmo Fiammingo, con raffigurato lo sposalizio di Santa Caterina e sul retro la Fuga in Egitto, è da sottolineare la commissione affidatagli da Cosimo I de’ Medici del Perseo con la testa di Medusa, per la Loggia dei Lanzi (1545-54) un capolavoro della scultura manierista.

Benvenuto Cellini

 A stemperare l’amarezza e la profonda solitudine degli ultimi anni della sua vita è la scrittura che lo ha portato a stendere la sua autobiografia (1558-66) pubblicata per la prima volta nel 1728, “Vita di Benvenuto di Maestro Giovanni Cellini fiorentino, scritta, per lui medesimo, in Firenze, 1558-1566” uno dei saggi più perspicaci della letteratura sulla vita quotidiana rinascimentale: un testo dalla grande forza narrativa  in cui emerge la sua personalità geniale, bizzarra e prepotente.

A Verona presso la Sala Convegni del Palazzo di Gran Guardia a 450 anni dalla scomparsa di questo grande scultore e orafo fiorentino, in occasione della sua nascita, il 3 novembre 2021 alle ore 17.00 viene organizzato un convegno internazionale per ricordarlo quale figura tra le più significative della scultura manierista italiana. Patrocinato della Regione Veneto, con la città di Verona, e curato da Annalisa Di Maria e Andrea da Montefeltro, membri della Commissione di esperti di Arte e Letteratura del Centro UNESCO di Firenze con la partecipazione e collaborazione del Club per L’UNESCO di Verona, questo importante appuntamento svelerà per la prima volta in Italia l’Autoritratto, – olio su carta di cm 61×48 – datato intorno alla seconda metà del Cinquecento.

Riapparsa nel mercato antiquariale parigino nel 2005, l’opera è rimasta sino ad oggi in collezione privata e grazie alle analisi scientifiche – condotte da Silvain Brams nel laboratorio dell’Istituto d’Arte di Conservazione e del Colore di Parigi (IACC) – e agli studi critici condotti sull’opera da Annalisa di Maria e Andrea da Montefeltro, nel corso di questi quindici anni è stato possibile attribuirne con certezza la paternità al grande Cellini, le cui poche opere autografe sono oggi nei musei più importanti del mondo, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, agli Uffizi di Firenze, alla Biblioteca Reale di Torino.

La somiglianza fisica del Cellini è stata, fino alla scoperta e allo studio del ritratto, dimenticata nel tempo nonostante l’artista toscano fece di tutto per rimanere nella memoria. L’Autoritratto dipinto, di grande valore storico artistico oltre che autobiografico – rappresenta ad oggi l’unica opera d’arte pittorica sopravvissuta dell’artista, la cui fisionomia, ben nota attraverso il celebre affresco del soffitto di Giorgio Vasari a Palazzo Vecchio di Firenze del 1563 è di fondamentale importanza per l’identificazione del volto stesso del Cellini in alcune delle sue opere d’arte più note.

Silvana Lazzarino

Verona presso Palazzo di Gran Guardia

Convegno Internazionale

per le Celebrazioni dei 450 anni

dalla scomparsa di Benvenuto Cellini

Piazza Bra 1, 37121, Verona

Mercoledì 3 novembre 2021 ore 17.00

Ingresso contingentato previa prenotazione al

Mob: 334.9930016, Mail: celliniconference@gmail.com

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