“LA GRAZIA DI UN SORRISO” di Rossella Montemurro

PORTARE LA CLOWNTERAPIA IN TERAPIA INTENSIVA: LA SCOMMESSA, VINTA, DI GIOVANNI MARTINELLI E DEL DOTT. FRANCESCO ROMITO RACCONTATA DA ROSSELLA MONTEMURRO NE “LA GRAZIA DI UN SORRISO”

Chitarra in spalla, un camice raffigurante personaggi dei cartoni animati, un trolley pieno di giochi e tanta empatia: così Nonno Nanà – il materano Giovanni Martinelli, un brigadiere capo delle Fiamme Gialle in pensione – varca, praticamente ogni giorno, la soglia dell’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera. Non solo, con l’Associazione “Oasi del sorriso Clownterapia e Musicoterapia”, da lui presieduta, la sua opera la presta, senza alcun fine di lucro, anche nell’ospedale di Policoro, al “F. Perinei” di Altamura, al Policlinico di Bari, al “Giovanni XXIII” e al “San Paolo”, sempre del capoluogo pugliese.

Sulla figura di Giovanni Martinalli lagiornalista Rossella Montemurroha scritto La grazia di un sorriso (Edigrafema), un libro nato dall’incontro tra Nonno Nanà e il direttore della struttura complessa di Anestesia e rianimazione dell’Azienda sanitaria di Matera, Francesco Massimo Romito. Un sodalizio improbabile ma necessario tra chi entra in ospedale per generare sorrisi e chi gestisce la sofferenza spesso davanti a un monitor multiparametrico.

“Il clown in Rianimazione è un ossimoro, stracolmo di coraggio”, scrive il dott. Romito nel volume. “La Rianimazione è un luogo dove il dolore e la fragilità umana si palesano così come sono, senza filtri; è un luogo in cui la speranza spesso sussurra a sguardi bassi invece di gridare, un luogo in cui a gridare sono il dolore e la sofferenza. In questo iperspazio sospeso, apparentemente lontano da ogni leggerezza, prende forma il senso più profondo e più vero della clownterapia.”

Rianimazione (quella dell’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera è stata tra le prime in Italia ad accogliere la clownterapia) e Pediatria sono i reparti in cui Nonno Nanà è più gettonato ma le sue visite avvengono anche nelle case di riposo e agli asili: “Il suo sorriso e la sua energia quando entra nelle stanze dei reparti di Pediatria sono impossibili da descrivere”, racconta l’Autrice che lo ha seguito per alcuni mesi nel “Madonna delle Grazie”. “È sempre calmo, pacato, con un carisma eccezionale. Ho assistito a scene che, se me le avessero descritte, sarei stata un po’ scettica. Bimbi piccoli, in lacrime, in braccio ai genitori che iniziano a tranquillizzarsi quando intona una canzone. Si distraggono, si lasciano andare – alcuni non avendolo mai visto prima. Il potere della musica ma, soprattutto, il potere e la magia di una persona buona dentro, che ha modi garbati e conquista tutti. Una frase di conforto, una carezza: avete mai fatto caso quanto possano essere importanti in un momento di disagio, anche se è una persona che non conosciamo a confortarci?”

Il diritto d’autore legato all’opera è devoluto all’Associazione “Oasi del sorriso” per le attività di sostegno e accoglienza dei pazienti.